Chiara Manzi

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Il valore dei materiali a contatto con gli alimenti (MOCA)

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Chiara Manzi, scelta da Efsa come ambasciatrice e divulgatrice di verità scientifiche nel mondo dell’alimentazione, si confronta con la dott.ssa Maria Rosaria Milana, ideatrice del termine MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) ed esperta dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Con semplicità le spiegazioni più scientifiche entrano nelle case degli italiani, per aiutarli nella scelta quotidiana e casalinga. 

Nella vita di tutti i giorni incontriamo sia oggetti che materiali che entrano in contatto con ciò che mangiamo, dalle le trasformazioni o fasi di stoccaggio, fino ad arrivare ai fornelli.

Sono pochissimi gli alimenti che non passano a contatto con un materiale, probabilmente solo ciò che viene autoprodotto, anche se prima o poi useremo un piatto o un coltello…

Quanto spesso capita di bere acqua che è rimasta in auto per qualche ora? Oppure di utilizzare padelle che stanno perdendo il loro rivestimento?

O ancora di avvolgere cibi acidi dell’alluminio?

Si tratta di errori domestici molto comuni. Per questo l’attività di divulgazione semplice e fruibile che la dott.ssa Chiara Manzi sta portando avanti, risulta utile e necessaria nella quotidianità di tutti.

Grazie all’intervento di esperti del settore l’arricchimento è reciproco. La nutrizione incontra i MOCA e la scienza continua. 

I materiali sono tutti diversi tra loro e ogni alimento può avere un’interazione diversa. Per questo motivo è necessario conoscere le differenze e scegliere il materiale o l’oggetto più adatto.

Ogni materiale può essere migliore o peggiore in base all’utilizzo che se ne fa, non esiste una scelta sicura in assoluto. 

Non tutte le pellicole trasparenti sono uguali. Sono tutte adatte alla cottura?

Assolutamente no. Ogni pellicola ha il suo diverso utilizzo.  Ad esempio, esistono pellicole solo per l’ortofrutta, da non utilizzare a contatto con i grassi. In questi casi si devono acquistare  pellicole  adatte, ad esempio per formaggi e salumi. Sono indicazioni molto precise e chiare per il consumatore, che devono essere riportate sulla confezione. 

La pellicola da cottura è realizzata con un materiale diverso: il PET, è lo stesso delle bottiglie in plastica. Le pellicole sono invece fatte di PVC o polietilene. 

Si può notare la differenza provando a schiacciare o a stropicciare la pellicola tra le mani: il PET risulta più rigido, il PVC è più morbido.

Meglio l’acqua in vetro o in plastica?

Le bottiglie in PET sono sicure, se non stoccate al sole. La combinazione di radiazioni UV e calore comporta una degradazione delle plastica e la possibile migrazione di acetaldeide, composto non tossico ma sicuramente  responsabile della variazione organolettica. Odore e sapore risulteranno quindi più dolciastri.

Attenzione a lasciare le bottiglie di acqua in auto oppure sul balcone. Evitare di acquistare l’acqua in chioschi e rivenditori poco affidabili che conservano le bottiglie non al riparo dal sole diretto. 

Si possono riutilizzare le bottiglie e i contenitori di plastica?

Dipende dall’utilizzo. Con un alimento secco e solido il punto di contatto sarà minimo con basso rischio di migrazione. Diverso il discorso per salse e liquidi, in questo caso il contatto continuo, soprattutto in presenza di grassi o calore, comporterebbe reazioni fisico chimiche che potrebbero mettere a repentaglio la salubrità del prodotto. 

Riempire bottiglie finite di acqua, non calda, è un buono stratagemma per ridurre l’utilizzo di plastica, a patto che non vengano rovinate e che l’uso non sia ripetuto troppe volte.

La carta stagnola (alluminio), da che parte si deve utilizzare?

Contro ogni aspettativa, non esiste un verso giusto perché la differenza che si vede è solo dovuta alle impronte dei rulli di produzione. L’alluminio è un materiale molto versatile. È controindicato nelle cotture e nella conservazione di alimenti particolarmente acidi o salati, liquidi o cremosi. 

Uno recente studio (1), condotto dal Laboratorio Nazionale di Riferimento sui MOCA presso ISS, ha analizzato i rischi di cotture e conservazione in alluminio (pentolame e monouso) di cibi tipicamente presenti sulle tavole italiane. L’alluminio è sicuro, sia in versione monouso che nelle pentole. Fa eccezione il brodo che, essendo liquido, salato e caldo e consumato tal quale, può portare al superamento delle soglie di sicurezza, specialmente  se monalimento (ad esempio nei bambini piccoli).

In Europa i controlli sui prodotti sono molto stringenti. Il consumatore, se acquista in negozi affidabili, e usa il MOCA in modo corretto può essere tranquillo sulla salubrità del prodotto. È infatti noto come le valutazioni scientifiche di EFSA che sono alla base dei limiti di migrazione  previsti dalla legge contengano fattori di sicurezza  che prevengono i rischi per il consumatore. La Commissione della UE può applicare il principio di precauzione e arrivare al divieto di alcune sostanze. Inoltre la UE gestisce un sistema di allerta europeo che consente ai Paesi Europei di sapere se sul mercato circolano prodotti identificati da analisi di laboratorio come rischiosi e procedere con il ritiro dei prodotti non sicuri.

1.https://www.iss.it/rapporti-istisan/-/asset_publisher/Ga8fOpve0fNN/content/19-23-rev-studio-dell-esposizione-del-consumatore-all-alluminio-derivante-dal-contatto-alimentare.roberta-feliciani-silvia-giamberardini-cinzia-gesumundo-emanuela-testai-cinzia-le-donne-raffaela-piccinelli-stefania-sette-aida-turrini-maria-rosaria-milana2

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